Come elaborare il lutto durante il coronavirus

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Come elaborare il lutto durante il coronavirus

Il Coronavirus ha letteralmente stravolto le nostre abitudini e il nostro modo di vivere. Sicuramente porteremo le conseguenze di tutto questo per molto molto tempo. L’aggiornamento dei numeri dei contagi e dei numeri dei decessi ha scandito a lungo le nostre giornate e di conseguenza tante famiglie sono state coinvolte nel processo di elaborazione del lutto.

Il lutto in sé, come la morte, sono eventi che riguardano normalmente tantissime persone. Ciò che è stato più difficile in quest’ultimo anno è la condizione in cui avviene la morte e il conseguente lutto. Per questo motivo, molti esperti del settore, in primis gli psicologi, si sono trovati ad aiutare tantissime persone nell’elaborare il lutto verificatosi in queste particolari circostanze.

Lutto: quanto dura?

Il dolore che segue un lutto è del tutto normale, la perdita di una persona cara porta con sé un periodo di dolore che può durare più o meno a lungo e che è necessario per trovare un nuovo equilibrio. Riuscire a stabilire in partenza quanto tempo possa durare la fase del lutto e quanto sia necessario per elaborarlo è impossibile in quanto è una situazione del tutto soggettiva e personale. Il lutto, infatti, è legato alla relazione, al legame con chi è venuto a mancare ed è questa la chiave di volta per comprendere il lutto: se la relazione con il defunto era pressoché nulla è chiaro che manchi anche il lutto ed è questo il motivo per cui non si soffre quando viene a mancare una persona estranea. Il lutto vero e proprio, quello che si affronta in seguito alla scomparsa di una persona cara non dura pochi mesi ma nemmeno anni.

La patologia del lutto

La patologia del lutto, secondo quanto definito dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, si inizia a verificare dopo almeno 12 mesi per un adulto e 6 mesi per un bambino dalla scomparsa della persona cara. Se dopo questo arco di tempo la persona è ancora in preda al dolore e fatica a riprendere il corso della vita quotidiana allora si parla di lutto non più fisiologico, ma persistente e di conseguenza può rivelarsi necessario anche l’intervento di uno specialista.

Il lutto durante il coronavirus

Il decorso del lutto in un periodo del tutto soggettivo è dunque normale. E’ chiaro però che l’attuale emergenza del Covid-19 ha fatto in modo che le nostre abitudini siano cambiate notevolmente e di conseguenza anche l’elaborazione del lutto è stata del tutto alterata. Il personale percorso di elaborazione del lutto, infatti, è determinato da due momenti principali che determinano il ritorno alla normalità e l’accettazione di quanto accaduto. Questi momenti però sono stati fortemente intaccati dalla condizione di isolamento conseguita alla pandemia.

Le fasi di elaborazione del lutto e le conseguenze del Covid-19

I momenti principali sono due:

  1. L’ultimo saluto: è quel momento in ciascuno può salutare la persona cara prima che muoia. In queste situazioni i familiari preferiscono essere presenti fisicamente al fianco della persona, ma a causa del Covid è stato pressoché impossibile esserlo e in molti casi non si potuto fare nemmeno una telefonata per poter parlare con il proprio caro almeno un’ultima volta. I malati di Covid poi, e soprattutto i più anziani, hanno subito un peggioramento repentino delle proprie condizioni di salute e questo ha fatto venire meno il tempo da dedicare all’ultimo saluto.
  2. Il saluto collettivo: il saluto collettivo non è altro quello che avveniva con il funerale. Indipendentemente da che fosse religioso o laico, il funerale è il momento di saluto dell’intera comunità e ha anche una funzione sociale ben precisa nella successiva elaborazione del lutto. Il divieto di assembramento e tutte le disposizioni previste per contrastare l’emergenza sanitaria hanno reso più difficile lo svolgimento di queste cerimonie.

L’obbligata rinuncia a questi riti di passaggio è stata dunque determinante nel creare nuovi problemi psicologici nell’elaborazione del lutto. In molti, infatti, hanno riportato di essere sentiti come immersi in una bolla o in uno stato di apparente ‘congelamento’ come se la persona cara non fosse effettivamente scomparsa proprio perché era come se non fosse mai stato salutato.

Superare il lutto: alcuni consigli

Ecco allora che avere qualche consiglio in più su come affrontare un lutto in tali circostante può essere davvero utile:

  • Recuperare i riti di passaggio: appena le disposizioni lo consentono può essere utile celebrare il funerale in modo da “attivare” il processo di elaborazione del lutto,
  • Non ascoltare continuamente le notizie sulla pandemia: è chiaramente difficile non focalizzarsi sugli aggiornamenti circa l’andamento della pandemia e dei vaccini, ma bisogna fare attenzione a non subire il bombardamento mediatico su questo tema,
  • Non pensare continuamente alla perdita subita: anche questo passaggio può risultare difficile nel momento in cui si è costretti ad uno stile di vita piuttosto limitato, ma si può ovviare cercando di darsi delle regole per non fossilizzarsi solo nel pensiero dei ricordi più dolorosi.

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Ciao sono Cristian di Agenzia di Rosario
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