Cremazione Pescara

La cremazione rientra tra i servizi offerti dall’impresa funebre Di Rosario, che ha sede a Pescara e nel comune di Cappelle sul Tavo (provincia di Pescara).

Dato che questa agenzia ha tanti anni di esperienza alle spalle, vale sicuramente la pena affidarsi ad essa. Anche perché si occupa di tutto ciò che è necessario per procedere con quanto richiesto, compresi gli adempimenti burocratici che servono per ottenere le dovute autorizzazioni.

Per maggiori informazioni sulla cremazione e gli altri servizi offerti dall’impresa funebre Di Rosario, e anche allo scopo di richiedere un preventivo, invitiamo a contattare tale agenzia mediante le modalità indicate sul suo sito web.

Caratteristiche della cremazione

La cremazione è una pratica che consiste nel rendere cenere il corpo di una persona che è venuta a mancare. Si tratta di un’alternativa alla sepoltura che molte volte viene richiesta anche in Italia.

Può essere svolta soltanto nei centri autorizzati, e si effettua introducendo in un forno crematorio la bara contenente il defunto.

Dopo alcune ore dal processo, le ceneri fatte raffreddare vengono separate delle eventuali componenti metalliche (protesi, chiodi della bara, ecc.), per poi essere raccolte e sigillate dentro un’urna.

Le urne contenenti le ceneri di persone cremate possono essere conservate in appositi spazi presenti nei cimiteri, ad esempio nei loculi cimiteriali, oppure essere date in affidamento ai familiari dei deceduti.

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Come ottenere l'autorizzazione per la cremazione

L’autorizzazione necessaria per poter procedere con la pratica della cremazione si può ottenere presentando al Comune di residenza del defunto i seguenti documenti:

  • Modulo da compilare per l’autorizzazione.
  • Certificato del medico in cui viene dichiarato che il decesso si è verificato per cause naturali, e che il defunto non è un portatore di pace maker.
  • Disposizione testamentaria in cui la persona non più in vita dichiara di volersi fare cremare. In mancanza di tale documento scritto, si può procedere soltanto se nel testamento si evince la non contrarietà a farsi cremare. In quest’ultimo caso però è necessaria l’iscrizione del defunto a un’associazione che si occupa di cremare i propri iscritti una volta deceduti, oppure una dichiarazione scritta del coniuge o del parente più prossimo. Nel caso di più persone con lo stesso grado di parentela, vale la volontà della maggioranza assoluta tra questi ultimi, da esprimere sempre in forma scritta.

L’agenzia funebre Di Rosario può occuparsi, tramite una delega, anche di tutte le questioni burocratiche volte a ricevere l’autorizzazione comunale.

Storia della cremazione

La cremazione è una pratica antichissima. In Australia sono stati ritrovati i resti di un corpo cremato in parte che risale ad almeno 17 mila anni fa.

Secondo gli archeologi, in Medio Oriente e in Europa questa attività veniva effettuata già a partire dall’era preistorica del Neolitico.

Il rito della cremazione era vietato presso gli antichi egizi, per via delle proprie credenze religiose. Anche l’antica popolazione persiana, per via della religione dello zoroastrismo, non lo effettuava.

Invece, gli antichi popoli degli ittiti e dei fenici praticavano alternativamente sia la sepoltura che la cremazione.

In gran parte dell’Europa, l’usanza del cremare le salme era diventata dominante nella tarda età del Bronzo, per poi essere sostituita progressivamente con l’inumazione nel corso della successiva Età del ferro.

Per quanto riguarda l’Italia in maniera specifica, abbiamo sporadiche testimonianze di incinerazione delle salme risalenti all’era neolitica, ma un’ampia diffusione di questo rito lo si era avuto nel corso dell’età del Bronzo dapprima nell’Italia settentrionale, e in seguito nell’Italia centro-meridionale.

Anche durante la fase iniziale dell’Impero Romano la cremazione era prassi diffusa, ma con l’avvento del Cristianesimo era poi caduta in declino in favore della sepoltura.

Dopo di allora, tranne in casi eccezionali, fino al XIX secolo d.C. la cremazione era rimasta una pratica effettuata molto raramente nell’Europa occidentale. Le cose sono iniziate a cambiare con l’avvento dell’Illuminismo e con un editto di Napoleone Bonaparte risalente al 1804.

Durante il periodo dell’Olocausto (seconda metà del XX secolo), i nazisti bruciavano i corpi di molte delle persone che erano intenzionate ad eliminare, facendo costruire numerosi forni crematori a tale scopo nei campi di concentramento e di sterminio.

Nel 1963, in seguito al Concilio Vaticano II la Chiesa Cattolica aveva ribadito l’invito ai vescovi di predicare la pratica tradizionale del cattolicesimo, l’inumazione. Ma al contempo non aveva impedito che chi si sottoponesse alla cremazione ricevesse una sepoltura ecclesiastica, tranne per quanto riguarda casi particolari (per esempio: cremazione effettuata per l’appartenenza a sette, oppure per l’odio nei confronti del cattolicesimo, o per altri motivi volti a screditare il cristianesimo).

Ad oggi, molte Chiese evangeliche e protestanti non pongono alcuna condizione nei confronti della cremazione. Al contrario, nelle Chiese ortodosse tale pratica è vietata in maniera assoluta.

Invece, nel 2012 la Conferenza Episcopale Italiana ha presentato la seconda edizione italiana del Libro delle Esequie, nel quale si specifica che per la Chiesa Cattolica la cremazione è ammessa solo se le ceneri vengono custodite nei cimiteri.