Tanatoprassi: una nuova professione si sta facendo largo

Tanatoprassi
Tanatoprassi

La tanatoprassi è una professione che ha ad oggetto le cure rivolte al trattamento estetico delle salme prima della cerimonia funebre. Colui che svolge questa professione è il cosiddetto tanatoprattore. La tanatoprassi è dunque una professione particolare, in alcuni paesi è già largamente autorizzata, in altri no. 

Tale professione è legalmente autorizzata già da tempo negli Stati Uniti ed è autorizzata anche in alcuni paesi europei. Per quanto riguarda il nostro paese al momento la professione è rappresentata dall’Associazione Italiana di Tanatoprassi (A.I.T.) e dall’Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi (I.N.I.T.), unica scuola ufficiale con sede a Roma.  

Il Regolamento di polizia mortuaria prevede specifiche regole circa l’imbalsamazione ma quasi nulla in merito alla tanatoprassi. 

Al momento l’Italia attende che venga ratificata la proposta di legge 1611 del 2014 che disciplinerà questa particolare materia. 

Cerchiamo di scoprire qualcosa di più su questa professione anche grazie alle parole di Vincenzo Coratella, uno dei tanatoprattori più richiesti.

Tanatoprassi: che cos’è

Tanatoprassi è una parola che deriva dal greco e in particolare dalle parole thanatos (morte) e praxis (pratica) per questo motivo non è altro che l’insieme delle cure rivolte direttamente alla salma. I trattamenti di tanatoprassi dunque sono rivolti alla cura igienica di conservazione del corpo del defunto dopo la morta e si tratta di una disciplina piuttosto ampia in quanto si fonda su principi di chimica e anatomia ma anche psicologia per tutto quel che concerne il rapporto con le famiglie dei defunti.

Il tanatoprattore, infatti, pur svolgendo il suo lavoro direttamente sul corpo dei defunti, si occupa indirettamente anche dei vivi perché proprio grazie al suo lavoro e alla sua esperienza avranno un ricordo senza dubbio più piacevole e meno doloroso del proprio caro.

Vincenzo Coratella: chi è il noto tanatoprattore

Per capire meglio cosa c’è dietro questa professione può essere utile ricordare le parole di uno dei più importanti professionisti del settore ovvero Vincenzo Coratella. 

Coratella racconta di aver intrapreso la professione di tanatoprattore o meglio tanatoestetista già da qualche anno, quando ha iniziato a lavorare presso un’azienda nel settore delle pompe funebri. Dopo aver studiato musica Vincenzo Coratella ha iniziato a cercare lavoro e ha ben pensato di dedicarsi alle famiglie e nello specifico proprio in questo ambito così delicato. 

Il giovane tanatoprattore ha infatti portato nel lavoro il suo concetto di morte. E’ vero che in molti ancora fanno fatica a parlare della morte, ma secondo Coratella la morte fa parte della vita, è un vero e proprio proseguimento di essa e il corpo non è altro che il contenitore dell’anima. Nel momento in cui l’anima viene a mancare,  il corpo, in quanto semplice contenitore, non va visto solo come una sorta di vaso vecchio, ma anzi va mostrato ai parenti in buono stato.

Coratella porta la sua passione per la musica anche nel lavoro di tanatoprattore. Racconta, infatti, che la musica è uno strumento attraverso cui si esprime amore e si cerca di trasportare gli ascoltatori in un’altra dimensione ed è proprio questo lo spirito che ha portato nel suo lavoro e principalmente nel confronto con i famigliari. Il desiderio primario di Vincenzo Coratella è proprio quello che la famiglia riesca a riconoscere l’amore che vuole trasmettere tramite la cura per il defunto.

Il primo impatto con la famiglia è fondamentale per capire lo stato d’animo, cercare di ridurre la tensione e far sentire la predisposizione a prendersi cura del defunto cercando di rendergli onore anche in quest’ultimo momento. Coratella, ad esempio, oltre all’accompagnamento musicale durante il lavoro, predilige prendere sempre ispirazione dalle fotografie che ritraggono la persona per restituire al volto un’espressione distesa e personale per trasmettere uno stato di grazia.

Tanatoprassi e il concetto di morte

La volontà del tanatoprattore di rendere meno doloroso e traumatico il momento successivo alla morte è il punto focale del lavoro e proprio per questo il primo aspetto che Vincenzo Coratella sottolinea ai suoi clienti è quello di presentare il defunto il giorno delle esequie nel modo più semplice possibile. La semplicità, infatti, è la prima cosa da tenere a mente ma a questa segue pari passo il desiderio di trasmettere cura e pulizia.

Anche in questo caso è la musica che torna ad essere utile per capire lo spirito che anima il tanatoprattore: interpretare un brano musicale con amore farà in modo che gli ascoltatori ne apprezzino il livello, allo stesso modo eseguire la propria professione con amore fa sì che le persone lo notino fin da subito. Ciò non toglie che il mestiere del tanatoprattore possa essere difficile. La chiave, secondo Coratella, sta tutta nel riuscire a dimenticarsi dei propri sentimenti, soprattutto in casi di morti particolarmente violente. In questi casi poi si ricorre anche a trattamenti particolari che si imparano negli anni di lavoro grazie anche all’aiuto di un buon maestro.